Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Per le rime

Ogni cosa piccola è bella
(Sei Shōnagon)

Semplici, colloquiali, accessibili. Brevi e precisi. Sono gli haiku nella riflessione di Barthes e il tranello teso alla smania tutta occidentale di gravare d’un prezzo (e d’un peso) il simbolo e la metafora. Essenziali, come le cose che spesso sfuggono allo sguardo. Intelligibili, eppure insensati: gli haiku sono ospitali, spalancano le loro porte ad ogni interpretazione, si fanno abito a misura dei nostri sensi e dei nostri significati.

Vale la pena
la morte se la vita
vive appena.

Lontani dal «travaglio retorico» della letteratura, offrono semplicemente poche parole e nessun riflesso, un’immagine opaca e molte possibilità, pena il tradimento dell’immediatezza dell’immagine. Come la poesia (e l’«emozione poetica») non possono essere spiegati, ma diversamente da essa non mirano ad un senso universale e condiviso. Soprattutto, accorciano le distanze tra chi scrive e chi legge.

A primera luz
voy a echar de menos
todos menos tú.

Se alla loro composta (e sofferta) selettività, capace di comunicare il massimo utilizzando il minimo (quel momento e quella impressione nell’immediatezza dell’attimo), aggiungiamo la rima, ne avremo la variazione sul tema che Pasquale Misuraca propone nelle pagine di Solo nel verso. Divertendosi, consapevole che le parole possono fare a meno dello spreco che il dire tutto spaccia per libertà.

Albeggia. Esco
e nel viola scoppiano
fiori di pesco.

Scorrono cose belle, prossime, abituali in questa piccola dimensione rimata che si affranca dal soggetto e dal tempo. Mi piacciono il gioco, la levità, il filo rosso che s’insinua tra questo ed altri mondi possibili; perché – anche se non possiamo raccontarlo – sappiamo che qualcosa, in questi versi, accade.

Que bueno sería
olvidarte y descu-
brirte todavía.


Pasquale Misuraca
Solo nel verso
peQuod Edizioni 2008

Presentazione
Roma
Libreria Vivalibri – Via di Tor Millina, 10
venerdì 12 dicembre 2008 – ore 17.00

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2 commenti su “Per le rime

  1. lusuraschese
    20 dicembre 2008

    Ciao,
    geniale il titolo del tuo blog…
    splendida la citazione di Borges…
    apoteosi della modestia “l’unica cosa che so fare…”…
    che dire? sono curioso.
    hai visto il mio blog e le mie poesie?
    mi piacerebbe un tuo commento.
    a presto, ciao!

  2. Stefania Mola
    23 dicembre 2008

    Il titolo del blog è arrivato da solo, quando sapevo solo che mi sarebbe piaciuto chiacchierare dei libri che leggo. Borges… be’, avevo solo l’imbarazzo della scelta. Che leggere sia “l’unica cosa che so fare” (o credo di saper fare) è realtà dei fatti, necessità divenuta virtù nonché stipendio, gratificazioni e tempo libero. Praticamente, i libri sono la mia vita (dopo i miei figli).
    Grazie per l’apprezzamento e per la curiosità, anche se questo – per il blog – è un periodo di fiacca che spero il nuovo anno possa sanare.

    Verrei volentieri a leggerti ma non mi hai lasciato il link. 😀

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Questa voce è stata pubblicata il 11 dicembre 2008 da in Pasquale Misuraca, Roland Barthes, Sei Shōnagon con tag , .

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