Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Altri vuoti

A proposito di vuoto.
La prima scultura di Hidetoshi Nagasawa, l’artista dei giardini, ha qualcosa di familiare ed intimo per ciascuno di noi. Basta pensare a quante volte, inconsapevolmente, abbiamo prodotto la stessa forma (“invisibile” per sua natura) stringendo tra le mani una materia docile come la sabbia bagnata o la mollica di pane.

Si chiama Oro di Ofir (1971), è fatta d’oro puro ed è – letteralmente – la forma interna del pugno dell’artista, che la definisce “il seme di ogni mia scultura”. Nasce dall’idea centrale che anima la sua ricerca, secondo cui “ciò che si vede è fatto per ciò che non si vede”, e la scultura serve a suggerire ciò che sfugge alla vista. Provocazione nei confronti della sensibilità contemporanea che conferisce al vedere maggiore importanza rispetto al sentire, a ciò che “si vede ma non esiste” piuttosto che a ciò che “esiste ma non si vede”. Ma anche nostalgia per un passato in cui “visibile e invisibile erano considerati parti della medesima realtà”.

L’oro nel pugno chiuso dell’artista che si apre come una conchiglia a mostrare la sua perla. “Dentro la mano chiusa si crea uno spazio, che non si può vedere. Appena apro la mano, quello spazio non c’è più. Anche nel gesto della preghiera, comune a gran parte delle religioni, tra le mani giunte si crea uno spazio. I nostri occhi non lo vedono. Eppure è molto importante”.


Hisayasu Nakagawa
Introduzione alla cultura giapponese. Saggio di antropologia reciproca
Bruno Mondadori, Milano 2006

Hidetoshi Nagasawa
ediz. italiana e inglese
Damiani, Bologna 2007

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2 commenti su “Altri vuoti

  1. ange
    7 marzo 2009

    E’ il gesto della creazione, che trattiene e libera. Sono perplessa sul fatto che non si veda quello spazio, nel senso che si “vede la forma”, si sente anche tra le mani, anche se non c’è nulla, nella mano che stringe, chiude, si apre si sente. Mi avrai capita? Bacione
    Ah, mi piacciono tanto le cose che scrivi, sensibilizzano 😉

  2. Stefania Mola
    7 marzo 2009

    Nel tuo “si vede la forma” hai condensato una lunga spiegazione di Nagasawa a proposito. 😀
    Mi piace come ti avvicini ai pensieri, e come li cogli.
    Grazie per essere così “presente”. Un abbraccio.

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Questa voce è stata pubblicata il 6 marzo 2009 da in Hidetoshi Nagasawa, Hisayasu Nakagawa con tag , .

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