Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Elogio dell’isola

mare“Da piccoli abbiamo tutti vissuto su un’isola. Ogni caccia al tesoro presuppone un’isola con campi, muretti a secco e viottoli su cui saltellare. Tutte le volte che qualcuno si acceca mentre gli altri amici corrono a nascondersi, dietro a tronchi o aratri o in fessure tra due muri, si sperimenta la vita delle isole. Ogni bruciatura e bernoccolo avviene sempre su un’isola, tutte le volte che si guarda il cielo in attesa che arrivi qualcosa a portare novità, si tengono i piedi su un’isola.

Henry James lesse L’isola del tesoro di Stevenson e nel saggio L’arte del romanzo commentò: «Pur essendo stato anch’io bambino, non sono mai andato alla ricerca di tesori seppelliti». Stevenson gli rispose dalle pagine del saggio Un’umile rimostranza: «Se James non ha mai cercato tesori nascosti, si può dimostrare che non è mai stato bambino»”.

[…] Perché quelle stesse isole che di quando in quando appaiono
non sono terraferma, né contrade sicure,
ma pezzi di terra vaganti che corrono qua e là
nel mare immenso
[]

“Il mare, tutta la notte, è uno di quei rumori che non smettono mai. […] Il silenzio non esiste. […] Un vulcano, per tutta la notte, pulsa e respira. […] Dentro al mondo c’è uno stranissimo cuore che batte […] e solo sistemandosi lì dove batte il cuore ci si può sentire, finalmente, a casa”.

(Francesco Longo, Il mare di pietra, Laterza, Roma-Bari 2009)

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5 commenti su “Elogio dell’isola

  1. Anna Maria
    29 agosto 2009

    E se l’uomo fosse “isola di magia e di timori” all’uomo, il poeta all’altro poeta, come scrive Borges nei versi conclusivi della poesia “Al primo poeta d’Ungheria”? Ecco i versi:
    Para ti ni siquiera soy un eco;
    para mí soy un ansia y un arcano,
    una isla de magia y de temores,
    como lo son tal vez todos los hombres,
    como lo fuiste tú, bajo otros astros.
    Questa è la traduzione che ho trovato nell’edizione a cura di Tommaso Scarano:
    “Io non sono per te nemmeno un’eco.
    per me sono mistero e affanno, un’isola
    colma di turbamenti e di magia,
    come lo sono forse tutti gli uomini,
    come sei stato tu, sotto altre stelle.”

  2. ange
    1 settembre 2009

    Ciao

  3. Stefania Mola
    2 settembre 2009

    Anna Maria,
    che bello ritrovarti insieme a questi versi amatissimi! Lo scaffale dedicato alle isole occupa un posto privilegiato nella libreria ma anche nel cuore. E il rientro nelle funzioni prosaiche e obbligate, si fa ogni anno sempre più difficile… 😦

    Ange,
    un saluto affettuoso anche a te. :-*

  4. bobboti
    5 settembre 2009

    Niente è meglio dell’isola. Anzi no, la mia isola è meglio delle altre.

  5. Stefania Mola
    10 settembre 2009

    Non ho motivo di dubitare, anzi… 🙂

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Questa voce è stata pubblicata il 15 agosto 2009 da in Edmund Spenser, Francesco Longo con tag , , .

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