Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Il colore del silenzio

Dicono che il blu, da me preferito e profondamente amato tra tutti gli stati d’animo, sia il colore del silenzio.
E – per qualcuno – addirittura musica.

Maggior danno ricevono gli animali per la perdita del vedere che dell’udire, […] che senza la saputa dei nomi ben si può vivere lieto, come si vede ne’ sordi nati, cioè i muti, mediante il disegno, del quale il piú de’ muti si dilettano. […]

La musica non è da essere chiamata altro che sorella della pittura, conciossiaché essa è subietto dell’udito, secondo senso all’occhio, e compone armonia con la congiunzione delle sue parti proporzionali operate nel medesimo tempo, costrette a nascere e morire in uno o piú tempi armonici […] Ma la pittura eccelle e signoreggia la musica perché essa non muore immediate dopo la sua creazione, come fa la sventurata musica, anzi, resta in essere, e ti si dimostra in vita quel che in fatto è una sola superficie. […]

Quella cosa è piú degna che satisfa a miglior senso. Adunque la pittura satisfattrice al senso del vedere è piú nobile della musica che solo satisfa all’udito. Quella cosa è piú nobile che ha piú eternità; adunque la musica, che si va consumando mentre ch’ella nasce, è men degna della pittura, che con vetri si fa eterna.


Anna Folchi – Roberto Rossetti
Il colore del silenzio. Dizionario biografico internazionale degli artisti sordi
Electa, Milano 2007

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6 commenti su “Il colore del silenzio

  1. giulia
    5 aprile 2010

    Mi sono chiesta spesso cosa si prova quando manca uno dei sensi come l’udito o la vista. Credo che anche io preferirei, se dovessi scegliere, perdere l’udito. Ci sono, però, ciechi che hanno affinato capacità eccezionali. Di uno di loro parlerò prossimamente.
    Anche se in ritardo, buona Pasqua, cara Stefania

  2. Stefania Mola
    5 aprile 2010

    @giulia
    Nel coro di samba di cui faccio parte e che settimanalmente si riunisce per perfezionare il suo repertorio in vista di future serate nella bella stagione ormai alle porte, ci sono ben due ragazze non vedenti. Per raccontare cosa imparo continuamente da loro in questo contesto di musica, ritmo e allegria non mi basterebbe un post… ma è proprio a loro che pensavo quando ho segnalato questo libro: perché uno dei curatori intitola le sue riflessioni (a margine del dizionario degli artisti) I colori, musica dei sordi.
    Buona Pasqua anche a te, carissima, siamo ancora in tempo e in tema per un abbraccio beneaugurale.

  3. giulia
    6 aprile 2010

    Fai parte di un coro di samba? Ma è magnifico… Dovresti davvero parlarne.

    Un abbraccio
    Giulia

  4. Stefania Mola
    7 aprile 2010

    @giulia
    È magnifico, sì. 😀 Per un’infinità di motivi che vanno al di là delle apparenze…
    Quanto a parlarne, lo stretto necessario è qui; di più andrebbe contro il mio amore per il “sotto le righe” (anche in materia di pentagramma, visto che sono un contralto) 😉

    Abbraccio ricambiato.

  5. ange
    7 aprile 2010

    stai in un coro di samba…sono stata troppo assente, chiedo venia, ti abbraccio

  6. Stefania Mola
    7 aprile 2010

    @ange
    Le nostre assenze si giustificano re-incontrandosi (parrebbe un’autoassoluzione, visto che sono la prima assente… :lol:)
    Ma i “miei” blog li seguo sempre. 😀
    Quanto al samba (e al jazz), nella mia vita frenetica il beneficio è maggiore di quello di qualsiasi palestra (e pazienza per la linea: ogni età ha il suo profilo :roll:).

    Un abbraccio a te.

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Questa voce è stata pubblicata il 31 marzo 2010 da in Anna Folchi, Leonardo da Vinci, Roberto Rossetti con tag .

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