Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Sì, viaggiare

Si vorrebbe sempre essere: essere stati, mai. E ci ripugna di non poter vivere contemporaneamente in due luoghi, quando e l’uno e l’altro vivono nel nostro pensiero, anzi nel nostro sistema nervoso: nel nostro corpo.

Un luogo amato e lontano è come una salma che dipenda da noi resuscitare, e che chiede continuamente di essere resuscitata: tormenta, distrae, divide la nostra vita; ed assale talvolta in pieno giorno, nell’attenzione delle opere, col suo fresco, reclamante fantasma. […]

Un luogo lontano, a giorni, lo sentiamo come il monco sente l’arto amputato. Con questo di peggio: che non è illusione inutile; ma distanza colmabile, fascino immediato. Possiamo infatti metterci in viaggio. Ma mentre la meta si avvicina e diventa reale, il luogo di partenza si allontana e sostituisce la meta nell’irrealtà dei ricordi; guadagniamo una, e perdiamo l’altro. La lontananza è in noi, vera condizione umana.

(Mario Soldati, America primo amore)

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Questa voce è stata pubblicata il 5 agosto 2010 da in Mario Soldati con tag , .

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