Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Déjà lu

Ts’ui Pên avrà detto qualche volta: «Mi ritiro a scrivere un libro». E qualche altra volta: «Mi ritiro a costruire un labirinto». Tutti pensarono a due opere; nessuno pensò che libro e labirinto fossero una cosa sola. […] fu la confusione del romanzo a suggerirmi che il labirinto fosse il romanzo stesso.

(J.L. Borges, Il giardino dei sentieri che si biforcano, in Finzioni)

Caro lettore che un giorno ti sei imbattuto nelle sei intriganti biblioteche di Živković…
Non hai resistito. Incurante del borbottio di frotte di lettori “delusi” sei arrivato a L’ultimo libro. Tanto, molti massacrano Eco senza accontentarsi di imparare le cose che ignorano, e tutti – guarda un po’ – conoscono Borges da poter dire che null’altro valga la pena di essere considerato. Sicché quasi ti vergogni di aver passato qualche ora in piacevole compagnia di una storia non troppo complicata ma tutto sommato avvincente. Non preoccuparti: siamo almeno in due ad avvalerci dei sacrosanti diritti del lettore, quelli che cominciano con la libertà di dissentire senza troppa puzza al naso.

Živković non sarà Borges, né Calvino, né Kafka, ma è tutto fuorché uno sprovveduto. Il finale può aver deluso le aspettative di molti, ma chi dice che fossero le aspettative “giuste”? Se hai letto le Sei biblioteche sai già dove potrebbe andare a parare: ovvero dove non ti aspetti. D’altro canto mi pare si sia divertito abbastanza a prendere per i fondelli tutti quelli che leggendo correvano dietro al Nome della rosa, mentre lui (attingendo a piene mani dal topos del “libro assassino” di cui è piena la letteratura d’ogni latitudine) lavorava su un altro fronte. Quello che dichiaratamente gli interessa di più: il doppio piano della realtà. In questo caso la realtà dello scrittore e quella dei suoi libri.

È il caso di scomodare Borges solo per ricordare il suo Giardino dei sentieri che si biforcano e la relativa riflessione sui piani temporali che a volte coincidono e a volte no. E se proprio vogliamo infastidire Eco ci tocca pensare a Simonini e Dalla Piccola nel Cimitero di Praga: vivono, scrivono e confondono piani e identità esattamente come il commissario/scrittore (ma due anni dopo: Živković pubblica nel 2008, Eco nel 2010); e anche lì, quando realtà e finzione si incontrano, c’è chi dei due ci rimette la pelle.

Per il resto, c’è da soffermarsi su quanto serpeggi, in queste pagine furbe e ammiccanti, di déjà vu e/o déjà lu sapientemente dosati. DejaLukić il protagonista (ci hai fatto caso?) con il destino – e la storia – scritti nel nome. È insieme a lui che assistiamo – un po’ annoiati? – alla serie di inspiegabili decessi provocati da un fantomatico libro assassino, eppure le orecchie dovrebbero fischiare soprattutto quando – sempre in sua compagnia – leggiamo su un monitor lo stesso identico paragrafo appena letto nella pagina del nostro libro.

Tutt’altro che accomodante o ingenuo, il nostro Živković, se per l’intera storia ti sfida a ricordare dove ti ha messo sotto il naso gli indizi. Senza pretese: conscio dei suoi debiti letterari e lontanissimo da più classici e tranquilli gialli libreschi intorno a cui nessuno solleva polveroni di sorta. I lettori sono arrabbiati non perché lui creda di aver inventato il labirinto ma perché li ha fatti smarrire e ce li ha lasciati dentro. Dentro a L’ultimo libro, contro la loro volontà, pieni di dilemmi e in compagnia delle cose che sfuggono.


Zoran Živković
L’ultimo libro
TEA, Milano 2010

Annunci

5 commenti su “Déjà lu

  1. giacinta
    2 aprile 2011

    Mi hai fatto venir voglia di leggerlo. Un caro saluto,
    Giacinta

    Dimenticavo: bellissima la nuova veste del tuo blog.

  2. Stefania Mola
    6 aprile 2011

    @ Giacinta
    Tocca prendermi la responsabilità (anche se ho usato cautela) 😀

    p.s. Grazie! Il blog voleva cambiarsi d’abito (che abbia annusato la primavera?), ma la sua “padrona” è restia ai cambiamenti radicali. Devo pensarci, può darsi che cerchi di migliorarlo (intanto mi sono divertita a piazzare la mia adorata Matilda nella postura che più le/mi si addice 🙂

  3. dreca
    8 ottobre 2011

    diciamo che siamo in 3 ad aver passato qualche oretta in piacevole compagnia senza pretendere di dire di aver letto un capolavoro 😉

  4. Stefania Mola
    10 ottobre 2011

    @ Dreca:
    sono molto contenta che la compagnia si allarghi e non ci sia bisogno di crocifiggere l’autore (in giro c’è decisamente di peggio: gli intellettuali ad ogni costo!).

    Un caro saluto, e a presto. 😀

  5. Grazia
    16 novembre 2012

    Letto “L’ultimo libro” mi ha risvegliato la voglia di conoscere meglio l’autore, anche perchè mio conterraneo (io sono croata, nata nell’ex Jugoslavia, quando la nazionalità era un dettaglio).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 22 marzo 2011 da in Jorge Luis Borges, Umberto Eco, Zoran Živković con tag .

Sto leggendo (o rispolverando)

I libri che ho appena letto:
Stefania's book list (read shelf)

Inserire il proprio indirizzo email per iscriversi a questo blog ed essere avvisati via mail della pubblicazione di nuovi articoli.

Segui assieme ad altri 114 follower

Pagine sfogliate da

  • 147,769 lettori squilibrati

Tanto per contare…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: