Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Dove la parola si decanta

Io guardo spesso il cielo. Lo guardo di mattino nelle
ore di luce e tutto il cielo s’attacca agli occhi e viene a
bere, e io a lui mi attacco, come un vegetale
che si mangia la luce.

(Mariangela Gualtieri, da Fuoco centrale e altre poesie per il teatro)

«[…] La luce pugliese è fra le più nitide al mondo, almeno di quel po’ di mondo che conosco, e non a caso credo ci siano nomi come Leuca o Patù. Dire Santa Maria di Leuca è come dire Santa Maria della Luce, una luce che ingravida ma che lo sai, può prosciugarti e seccarti fino a fare di te un minerale. Penso al Salento come ad un santuario della luce. Ci torno ogni volta che posso e sempre ci cammino con devozione, avvertendo più forte, qui, la sacralità della terra e della natura, le potenze arcaiche che lasciano tracce qua e là. L’altro forte sentire, sempre, è la gratitudine per chi ha conservato e rispettato questa bellezza, per chi certo si sarà battuto per lei, per chi non ha ceduto al cemento e al profitto.
[…]
Ho trascorso qui lunghi periodi di silenzio, in casette poverissime, ma con intorno giardini regali e un mare grandioso e sopra un cielo memorabile: bellezze a cui tornare con la mente nelle giornate nebbiose dell’inverno romagnolo. Ho trascorso qui giorni interi senza una parola, a camminare fra gli ulivi, sola sola e pacifica, a scorticarmi sugli scogli o nuotando come fosse una preghiera. Il silenzio che ho attraversato nei miei soggiorni a Castro, a Novaglie, a Porto Badisco, quel silenzio è proprio il luogo in cui la parola si decanta, si forma, si illumina e si prosciuga. Io penso che la parola sia anche il silenzio che la precede e adesso mi pare che quel silenzio sia pericolosamente minacciato; in esso accadono cose grandi e misteriose ed io lo considero un bene fra i più alti. Ecco, il Salento mi ha regalato questo silenzio per anni. E dunque la mia scrittura qui ha trovato il punto di gestazione. Forse si è posata in me, sul mio fondo oscuro, una parola che poi altrove si è espressa ed ha cantato altro, ma che era stata nutrita qui, covata qui […]».

[Mariangela Gualtieri, sguardo sulla Puglia raccolto da Felice Blasi e pubblicato in data odierna sul «Corriere del Mezzogiorno» a p. 19 sotto il titolo Il santuario della luce]

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Questa voce è stata pubblicata il 5 agosto 2011 da in Mariangela Gualtieri con tag .

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