Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

“Pitturessa” di potenza e di grazia

Artemisia Gentileschi
Storia di una passione

Milano, Palazzo Reale
22 settembre 2011 – 29 gennaio 2012

Ma – vien voglia di dire – ma questa è la donna terribile!
Una donna ha dipinto tutto questo?

(Roberto Longhi, Gentileschi padre e figlia, 1916;
ripubblicato da Abscondita in occasione della mostra)

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6 commenti su ““Pitturessa” di potenza e di grazia

  1. 22 settembre 2011

    che dolce la musica che hai messo in sottofondo, a sottolineare la malinconica grazia di questa “Pitturessa” 🙂
    Ciao Stefania, un abbraccio 🙂 lù

  2. Stefania Mola
    22 settembre 2011

    Dev’essere la musica che fa da sottofondo al sito della mostra (che probabilmente hai cliccato). Io ho cercato di scaricarla per inserirla direttamente ma non ci sono riuscita 😦 Comunque, non vedo l’ora di andarci: ho un volo low cost per Milano il 15 ottobre, andata e ritorno in giornata (ne vale la pena).
    Un abbraccio a te, carissima. 😀

  3. Francesca
    10 novembre 2011

    Volo low cost anche per me e la mia bambina, tra due settimane. Si accettano suggestioni, se ti va. Bacio, Francesca.

  4. Stefania Mola
    10 novembre 2011

    Bella. Bella mostra e bellissime emozioni tanto di fronte alle opere note quanto rispetto a quelle “riscoperte” se non addirittura inedite. E la sensazione fortissima di quella potenza (nonostante l’interpretazione insista sempre troppo sulle circostanze legate alla violenza subita da ragazza). Potenza di donna, prima ancora che di pittrice (peraltro davvero grande, consapevole e libera, non solo per il suo tempo).

  5. Francesca
    10 novembre 2011

    Fremo, e Anna Banti veglia su questa mostra che non ha precedenti.
    C’è una donna che dipinse bene tanto quanto Caravaggio!
    Ti farò sapere.

  6. Stefania Mola
    11 novembre 2011

    Eppure, quando penso alla sua potenza non posso fare a meno di pensare alla sua Giuditta, proprio rispetto a quella di Caravaggio (dalla mano leggera – quest’ultima – si direbbe, colta quasi nel ritrarsi da quell’orrore). La Giuditta di Artemisia è invece il “fuoco” dell’azione, con un suo “peso” persino “visibile” (nella seconda versione, quella degli Uffizi, l’elsa della sua spada si imprime nel braccio di Oloferne con un velo d’ombra). Tra pittrice ed eroina biblica, abbiamo a che fare con donne che hanno osato cose ignote agli uomini (di quei tempi ma anche dei nostri), esprimendo la loro natura (incomprensibile ai maschi): materna e ferina insieme.

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Questa voce è stata pubblicata il 22 settembre 2011 da in Artemisia Gentileschi, Roberto Longhi con tag , .

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