Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Intervalli

Le perle adornano la maggior parte delle donne dipinte da Vermeer. A volte sono di dimensioni rare e insolite in natura. Più spesso di dimensioni normali, ma sempre montate in orecchini. Di tanto in tanto agli orecchini si accompagnano collane. L’invasione delle perle in Vermeer ha dato da riflettere ad alcuni storici dell’arte, che ne avevano tratto deduzioni alquanto scontate. E cioè che le perle all’epoca di Vermeer fossero un elemento importante della moda femminile e grazie agli esotici viaggi dei mercanti olandesi risultavano tra i gioielli di acquisizione relativamente facile […] al contrario io mi sono immaginato che Vermeer fosse affascinato dal segreto della nascita e di quel lento – molto lento, quasi statico – accrescimento delle perle. La perla cresce e matura per anni nella conchiglia intorno a un nucleo della grandezza di un granello di sabbia, con un ritmo che è possibile chiamare tempo sospeso.
(Gustaw Herling, Le perle di Vermeer, Fazi, Roma 1997)

Tutta l’arte di Vermeer altro non è che questo sospendere l’attimo, questo fare di ogni cosa, anche la più sanamente concreta e banalmente viva, di ogni precario e mutevole spettacolo quotidiano – sia uno sguardo trepido e fuggevole, sia un gesto furtivo, o il luccicare di una perla o il raggio più intenso del sole tra le nubi – qualche cosa di fisso, di eterno. La luce, la mutevole luce degli alti cieli ventosi dell’Olanda è appunto questo mezzo pittorico, e più metafisico, di fissaggio. Ed è grazie a questa luce che Vermeer riunisce lo spazio e il tempo, che immobilizza l’aneddoto, che rende imperitura la più effimera e fragile apparenza. Vermeer non è dunque un classico, al contrario, è uno dei pittori più moderni del Seicento, proprio grazie a questo mistero, grazie a questo sottile dubitare della realtà.
(Lorenza Trucchi, Vermeer e l’arbitrio del colore, in “La fiera letteraria”, 1966)

L’attesa è lo spazio nel quale una freccia tirata da un qualche punto si dirige silenziosamente verso un bersaglio. Che è nel cuore di colui che aspetta. Chi aspetta, o chi si annoia, è sempre in prigione. La sua cella si chiama: il presente. Ha la mente altrove, è aggrappato al futuro, da dove è partita la freccia: “Qualcosa” dice Valéry “avviene in una regione di me dove io non sono”. Questa regione può essere anche il presente. Il presente è il solo luogo che non contenga la felicità: per questo è una prigione. Ci tiene senza contenerci.
(Ginevra Bompiani, L’attesa, et al., Milano 2011)

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15 commenti su “Intervalli

  1. Pasquale Misuraca
    23 novembre 2011

    Stefania migra / ma già in volo cova / la vita nuova.

  2. Stefania Mola
    23 novembre 2011

    Pasquale,
    benvenuto! Sei il primo tra i non habitué di WP ad approdare qui. Con questo bell’augurio, non c’è che dire. 😀

  3. Pasquale Misuraca
    23 novembre 2011

    Bentrovata – cerco di imparare tutte le diavolerie possibili (adoro le persone particolari), sono lento, lo so, ma imparare mi diverte

  4. colfavoredellenebbie
    24 novembre 2011

    (sei una delle mie certezze, carissima: c’è che sono disorientata. Non ho ancora imparato molte cose, fare i Link, ad esempio. E’ una cara amica che sta curando la migrazione e ci sono tutte le aggiunte da fare. Un abbraccio grande grande)
    zena

  5. Stefania Mola
    24 novembre 2011

    Pasquale, di’ la verità che ti stai godendo lo spettacolo degli Splinderiani in delirio e in transumanza? 😀

  6. Stefania Mola
    24 novembre 2011

    Zena cara, ho letto dell’operato meritorio di T., e mi unisco al coro dei manifestanti ammirazione sincera nei suoi confronti. Sono sicura che tu e il pannello di controllo di WordPress andrete presto d’accordo… 8)

  7. colfavoredellenebbie
    24 novembre 2011

    (T. e Rael sono state dei tesori)

  8. paolo f
    26 novembre 2011

    Io ormai sono un quasi-esperto di wordpress, e sono a vostra disposizione, ragazze: conosco la bacheca e le sue funzionalità come le mie tasche. Se mi scrivete, me ne occuperò volentieri. A presto, e ben ritrovate!

  9. Pasquale Misuraca
    27 novembre 2011

    Stefania, mi accorgo soltanto ora della tua domanda (sono impacciato nella navigazione, imparo imparo ma lento e incerto) e ti dico col cuore in mano: no: godo delle comparizioni – che sfarinano le scomparizioni. Nel caso nostro, è grazie a Venises che siamo passati da ‘ilcannocchiale’ al sito-rivista, e nel mio particolare, è grazie a Luis che ho fondato il sito-officina. Come vedi, il segreto della mia persistenza sono i miei amici, e le mie amiche.

  10. Stefania Mola
    28 novembre 2011

    @ Zena
    Torno solo adesso: vedo che avete lavorato sodo… Poco a poco stanno arrivando tutti/e: una rete che ricompone le sue trame 😀

    @ Paolo
    Grazie, spargeremo la voce 🙂
    Lo spaesamento di chi approda su WP credo sia la normale reazione di chi ha fatto un lungo viaggio per portare in salvo le sue masserizie. Trattandosi di parole – merce fragile e facilmente soggetta ad usura – timori e cautele sono prevedibili, tanto quanto una rapida acclimatazione. Personalmente sono felice di aver passato il guado quasi cinque anni fa: un piede dentro Splinder lo avevo lasciato perché la “rete” era tutta lì e dura da schiodare nonostante l’inefficienza cronica della piattaforma.

    @ Pasquale
    La mia domanda era semiseria ma non riguardava il disvelamento di alcun “segreto di persistenza” (il tuo è quello di molti altri, compresa la sottoscritta, anche se non necessariamente applicato alla Rete) 😀

  11. colfavoredellenebbie
    30 novembre 2011

    sto imparando qualcosa: non è poco.
    (ho una gran voglia di sentirti)
    z

  12. Stefania Mola
    30 novembre 2011

    Io pure…
    Dimmi che sei a casa oggi dopo le 5 che mi aggiudico la cornetta (i miei figli sono pieni di interlocutori ma evitano di includermi nel novero, sicché ho un mucchio di arretrati, pigiati dentro da far paura). :/

  13. alessandroassiri
    1 dicembre 2011

    ben ritrovata Stefania ti abbraccio
    ale

  14. linodigianni
    4 dicembre 2011

    un saluto..

  15. Stefania Mola
    8 dicembre 2011

    @ Alessandro: anch’io, con vero piacere. 🙂 Il tuo sito è quello linkato al tuo nome? Fammi sapere dove posso leggerti.

    @ Lino: ho aggiornato il link, grazie. È davvero un piacere ritrovare, ovunque sparsi e dispersi, i frammenti dei miei segnalibri… 😀

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Questa voce è stata pubblicata il 11 ottobre 2011 da in Ginevra Bompiani, Gustaw Herling, Lorenza Trucchi con tag , .

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