Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Quanto poco

130113E quanto poco rimane di ogni individuo nel tempo inutile come la neve scivolosa, di quanto poco rimane traccia, e di quel poco tanto si tace, e di quello che non si tace si ricorda dopo soltanto una parte minima, e per poco tempo: mentre viaggiamo verso il nostro sfumare lentamente per transitare soltanto alla schiena o al rovescio di quel tempo, dove non si può continuare a pensare se non si può continuare a prendere commiato: «Addio risate e addio oltraggi. Non vi vedrò più, né voi mi vedrete. E addio ardore, addio ricordi».

(Javier Marías, Domani nella battaglia pensa a me)

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4 commenti su “Quanto poco

  1. irenespagnuolo
    18 gennaio 2013

    brano stupendo

  2. Stefania Mola
    19 gennaio 2013

    È la chiusa del libro, ma in realtà quelle stesse parole ricorrono tra le pagine fin dall’inizio, sparse o a spezzoni, come un memento ossessivo e struggente, girando intorno e dentro al flusso delle riflessioni che dominano su qualsiasi azione.
    Quando chiudi il libro, resti stordito per quanto sia stato capace di “prenderti” attraverso la scrittura, benché nel complesso non sia un libro “semplice”, e neppure straordinario. Ma è un libro che non ti lascia andare impunemente: alla fine, mentre desideri metterti a leggere tutt’altro e prendere un po’ d’aria, devi riconoscere che ti è piaciuto, e molto. 😀

  3. Pim
    25 gennaio 2013

    Per pura combinazione, citai il brano nel mio blog un paio di mesi fa. (http://pim1.typepad.com/scrivere_i_risvolti/2012/12/e-quanto-poco-rimane-di-ogni-individuo.html). Quelle parole evidenziano la superficialità con cui molte persone rievocano il nostro passato – per sommi capi, episodi insignificanti, stravolgendone il senso -; e descrivono l’amarezza per non essere riusciti a trasmettere agli altri qualcosa di noi che ritenevamo importante, che invece non è stato recepito e ora giace abbandonato, dimenticato per sempre.

    Pim

  4. Stefania Mola
    26 gennaio 2013

    È vero. Senza volerlo ho realizzato un’ulteriore re/iterazione di queste parole. 🙂
    La nota che aggiungi spiega – meglio di quanto avrei potuto fare io stessa – due dei motivi per cui questo libro può toccare (anche profondamente) lasciando un retrogusto amaro. Qualcosa che somiglia alla tristezza e alla rabbia insieme, ma anche al disincontro, sorta di risposta beffarda che la possibilità dà alle nostre attese.

    Grazie.

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Questa voce è stata pubblicata il 13 gennaio 2013 da in Javier Marías con tag .

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