Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Matto d’autore

scacchiOgni scelta implica, di per sé, l’abbandono di tutte le alternative. Se non fossimo costretti a scegliere, saremmo immortali.
(P. Maurensig, La variante di Lüneburg)

A Maurensig, alla sua passione per gli scacchi e al suo profondo debito con Zweig, l’onore di varare Short, collana dell’editore Barbera dedicata a storie brevi e d’autore. A vent’anni dalla fortunata consacrazione, la vita tracciata sulla scacchiera di personaggi capaci di «giocare all’inferno» ritorna con un racconto ambientato a fine Ottocento in un angolo riposto d’Alto Adige, protagonisti un giovane parroco in lotta contro le tentazioni e un vecchio ebreo sfuggente e impenetrabile. Quest’ultimo – manco a dirlo – praticamente imbattibile negli scacchi e decisamente maestro di regole e tattica.

Senza svelare alcunché della storia, che si divora in un attimo, basti ricordare che l’ultima traversa del titolo fa ovviamente riferimento all’ottava fila di case orizzontali di ognuno dei due giocatori, quella in cui si conclude il percorso del pedone che – una volta giuntovi – sale di rango, trasformandosi solitamente in regina e infliggendo il colpo fatale ad un re troppo esposto. Succede anche ad Alice: il pedone è il pezzo più umile della partita, ma può diventare decisivo.

Non è un percorso semplice, soprattutto se si coltiva l’illusione di addomesticare il gioco, vivendolo come un semplice passatempo. Il demone degli scacchi non perdona nessuno dei due protagonisti. Cova il suo agguato nell'(auto)inganno, spingendo all’ennesima potenza la metafora della vita che la scacchiera rappresenta e caricandola di tutte le sue pulsioni più oscure e insondabili.

Mentre ogni strategia stanata dall’avversario segna un vantaggio anche per quelle umane debolezze cui neppure la disciplina più ferrea riesce a tenere testa. Laddove bianco e nero – bene e male – si fronteggiano, ogni ruolo – ogni pezzo – ha il suo tallone vulnerabile. Lo stallo, ma soprattutto il limite (al dilagare di passioni, ambizioni e vanità) è in agguato sulla scacchiera come nella vita.


Paolo Maurensig
L’ultima traversa
Barbera, Siena 2012

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Questa voce è stata pubblicata il 30 gennaio 2013 da in Jorge Luis Borges, Lewis Carroll, Paolo Maurensig, Stefan Zweig con tag .

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