Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Sculture d’ombra

Avevo esposto ambienti completamente vuoti, spogli, dove l’unica presenza era l’assenza, le impronte sulle pareti di tutto quello che vi era passato, le ombre delle cose che questi luoghi avevano custodito.

Claudio Parmiggiani dipinge con il fuoco. Ha sistemato contro una parete una libreria piena di volumi ben ordinati sugli scaffali e l’ha inondata di fumo denso fino a impressionare il muro quasi fosse una lastra fotografica. Poi ha rimosso la struttura e i libri. Quel che resta è il fantasma inquietante di un’indefinibile libreria di fuliggine e cenere.

Nel suo studio [di Morandi] ho compreso il significato metafisico della polvere.

Le Delocazioni sono ambienti di ombre e impronte realizzate con fuoco, fumo e polvere, riflessioni sul tema dell’assenza e del passare del tempo di fronte alle sue tracce relitto. Non un semplice dis/locare per re/distribuire altrove le cose ri/occupando uno spazio, ma la traccia di uno strappo, il segno della distanza di qualcosa che c’era e non c’è più. Con un che di leopardiano, in tutto ciò, come di canto che si allontana e non vuol morire del tutto.

Il luogo inventato dalla de/locazione è affidato al soffio pilotato dell’aria fumosa che deposita ceneri e polveri di combustione creando un’immensa grisaille, un luogo per l’assenza degli oggetti, il regno delle ombre, il silenzio della natura morta. Dove l’impronta ha una sua materia, per quanto minima, anzi proprio perché “minima”, al limite della dissoluzione ma insieme quanto basta per visualizzare un passaggio, una delocazione, una sorta di “materia dell’assenza”, di traccia del referente, quadro o altro oggetto prima lì e ora altrove. “Materia della distanza” ancor prima che “distanza dalla materia”: materia dell’intervallo, della separazione, del lontano, sia nello spazio che nel tempo, e dunque del passato, dell’invecchiato, dell’ammuffito, ma contemporaneamente di un tempo fabbricato, manipolato, moltiplicato, composizione di anacronismi, tempo senza tempo.


Elio Grazioli
La polvere nell’arte. Da Leonardo a Bacon
Bruno Mondadori, Milano 2004

Georges Didi-Huberman
Sculture d’ombra. Aria polvere impronte fantasmi
Electa, Milano 2009

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Un commento su “Sculture d’ombra

  1. Pingback: Jean « currenti calamo

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Questa voce è stata pubblicata il 9 aprile 2013 da in Claudio Parmiggiani, Elio Grazioli, Georges Didi-Huberman con tag , .

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