Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

L’attenzione perduta

Il-pensatoreNon si tratta di essere contro la tecnologia, ma di capire quanto la tecnologia serva a noi e quanto noi, invece, siamo destinati ad essere servi della tecnologia. Senza attenzione profonda, uno scrittore non riesce a scrivere un libro, un poeta una poesia, uno scienziato fare una scoperta. Senza attenzione profonda si disgregano anche i rapporti umani, perché quel che costruisce i rapporti umani è soltanto l’amore, e l’amore non è altro che una forma di attenzione prolungata nel tempo.
(Susanna Tamaro, in «Corriere della Sera», giovedì 6 giugno 2013 p. 23)

Poiché veramente ogni errore umano, poetico, spirituale, non è, in essenza, se non disattenzione.
(Cristina Campo, in Attenzione e poesia)

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4 commenti su “L’attenzione perduta

  1. Pasquale Misuraca
    10 giugno 2013

    Bel completamento, questo di Cristina Campo, del pensiero socratico secondo il quale ogni errore non è, in essenza, se non ignoranza.

  2. Stefania
    10 giugno 2013

    Ciao Pasquale, non sono convinta dell’equivalenza tout court disattenzione/ignoranza. Non me ne vogliate tu e Socrate (ergo, siate gentili con la mia ignoranza nel por mente…) 😀

  3. Gaetano
    14 giugno 2013

    A lato, un banner dice che questo blog è sconsigliato ai visitatori frettolosi. Fretta uguale disattenzione, superficialità. Condivido in larga parte quanto dice la Tamaro…poi però penso a Simenon, alla sua velocità di scrittura. Penso, allora, che se è giusto l’attenzione sia da coltivare e perseguire, è anche giusto che ognuno “qual volle si ritrovi” (Montale).
    Permettimi, Stefania, una “digressione sul tema”. non so perché, ma di questi tempi diversi amici mi suggeriscono libri da leggere, in genere best seller. Per antica diffidenza (non so perché), rispondo superficialmente, sfoglio distrattamente il libro, ecc. poi magari vado in libreria, compro il libro e lo leggo e.. è successo così con Cammilleri. Penso che oltre all’attenzione ci sarebbe da praticare una sorta di “umiltà del lettore”.
    Nino

  4. Stefania Mola
    16 giugno 2013

    Carissimo,

    questo blog non è popolare perché non è al passo con i tempi con cui normalmente si consuma in Rete. Ecco allora che quel banner ci scherza un po’, sapendo che la maggior parte dei visitatori approda qui per i motivi più disparati, indirizzata da un motore di ricerca mentre magari cercava tutt’altro. E la minor parte, quella dei lettori (cui il banner non si rivolge), è quella che ritorna, senza fretta, regalandomi la sua attenzione. Per scelta, con “premeditazione”, prolungando i tempi abitualmente assegnati al nostro posare lo sguardo sulle cose. La Tamaro, non a caso, suggerisce che metterci l’amore, nelle cose, altro non sia che prolungare i tempi dell’attenzione.

    Quando si parla di tempi io la farei questa distinzione, salvando Simenon: fretta non è velocità/rapidità, per fortuna. Mentre il discorso della Tamaro prendeva – ahimé – spunto da un tristissimo fatto di cronaca, per giungere a quella sostanza che condivido e che purtroppo si sconta ormai ogni giorno. L’attenzione si è sbriciolata sotto l’illusoria onda d’urto del multitasking (per il quale non siamo evidentemente programmati). Personalmente scelgo di lasciare al pane il tempo di lievitare. Il suo tempo. Scelgo. Poiché non possiamo avere la medesima attenzione per tutto. Dietro la frenesia del multitasking vedo purtroppo l’incapacità (o la non volontà) di scegliere. Per la quale bisognerebbe ritrovare il coraggio.

    Quanto all’umiltà del lettore sono d’accordo, quando si tratti di vincere un pregiudizio o una resistenza immotivata. Ma per le circostanze che mi racconti… All’insistenza di “consigli per gli acquisti” di varia provenienza la mia diffidenza ad esempio è feroce. Finora (è sempre successo così) leggo un libro solo quando arriva nella mia vita. Quando ac/cade, letteralmente. Mai come risposta ad un suggerimento (posso prenderne nota, questo sì, ricordarmene se dovessi averne l’occasione). Non credo ci sia in ciò una particolare presunzione, anzi, rivendico – da lettrice – il diritto di esercitare la legittima difesa e la libertà di perdermi da sola lungo i sentieri della lettura, senza l’ausilio di guide. Anche questo è in vetrina in questo blog sgangherato: perché nei libri cerco domande, non risposte.

    (E in questo momento della mia vita più che mai: dici che sarà l’età? 😀 )

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Questa voce è stata pubblicata il 10 giugno 2013 da in Cristina Campo, Susanna Tamaro con tag , , .

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