Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Paul Verlaine 170

verlaine-fetes-galantesIl 30 marzo del 1844 nasceva a Metz Paul Verlaine, del quale mi piace ricordare oggi un breve e prezioso libretto ricevuto in dono più di trent’anni fa in perfetta coincidenza con il senso d’irripetibilità del printemps de la vie emanato dalle sue pagine.

Scriveva Baudelaire, facendo suo il pensiero di un critico contemporaneo, che per indovinare l’anima di un poeta, o almeno la sua principale preoccupazione, sia necessario cercare nelle sue pagine «quel est le mot ou quels sont les mots qui s’y représentent avec le plus de fréquence. Le mot traduira l’obsession».

Nel mondo galante e lieve evocato da Verlaine, popolato da personaggi della Commedia dell’arte e da raffinati perdigiorno degni di un’anacronistica pastorale, le parole più ricorrenti sono extase, rêver, tourbillonnent. Ma anche triste, a suggerire una tonalità minore – propria di chi osservi maschere, danze, canti e chiaro di luna attraverso il filtro della memoria – che proietta l’intima inquietudine del poeta nella tristezza di fondo che insidia i suoi personaggi.

Una tristezza quasi “necessaria” a quella consapevolezza dell’irripetibilità – non solo dell’attimo fuggente della giovinezza ma anche del momento poetico. E così, in un mondo ricco di risonanze letterarie, che procede a ritmo di danza e sembra dipinto da Watteau o Boucher, si insinua la scure del tempo. Il fauno di terracotta è la prima incrinatura nella parabola ascendente dei giochi amorosi (e di quella gioia che è già oblio), mentre la fine dell’incanto è in quel vento che risucchia nel suo vortice – disperdendoli – i minuti frammenti della gaiezza abbattuta.

Ancora una volta – come sempre – il tempo che tutto spazza via, ma soprattutto l’oscuro monologo che ogni attore, maschera o fantoccio è costretto a recitare inascoltato, tanto effimero quanto terribile e meraviglioso.

De tous les sujets mélancoliques, quel est le plus mélancolique selon l’intelligence universelle de l’humanité? La Mort, réponse inévitable. Et quand ce sujet, le plus mélancolique de tous, est-il le plus poetique? C’est quand il s’allie intimement à la Beauté.

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Questa voce è stata pubblicata il 30 marzo 2014 da in Charles Baudelaire, Edgar Allan Poe, Paul Verlaine con tag , .

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