Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Vivere per raccontarla

cascate-del-niagara-usa-canadaSe non hai una storia a disposizione, può capitare che tu decida di viverla in prima persona per poterla raccontare. Se molti – all’alba del XX secolo – scelgono le cascate del Niagara per farla finita, Rachel sarà la prima persona a saltare giù per vivere, e raccontare una storia memorabile – quasi un calco del «per salvarmi sono sceso dalla mia vita» di Novecento, pur con tutti i distinguo del caso.
Smith & Wesson è un libro sull’importanza del raccontare storie. Storie che bisogna raccontare, tanto per essere coerenti con il percorso compiuto da Baricco sin qui. «Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla»: sì, si riparte da Novecento, e non solo perché si torna in teatro.

E poi: nel leggere MrGwyn, tre anni fa, mi aveva colpito la ricorrenza dell’esattezza, che ora ritrovo qui, dove le attenzioni si concentrano sulle parole – «piccole macchine molto esatte» – rimandando alla «scrittura esatta» di Barnum, all’esattezza dei fiumi di City o a quella salvifica di Senza sangue, fino alla perfezione evocata in Oceano mare (tanto per andare a ritroso e a memoria). Splendido in tal senso è il personaggio di Smith, la cui esattezza – all’interno del contesto inesatto in cui agisce – è quasi “comica”. E ispira un’irresistibile simpatia.

È la cosa che mi piace in particolar modo della scrittura di Baricco, che evidentemente – essendo l’esattezza praticamente insindacabile – può permettersi d’essere imprevedibile centrando comunque l’obiettivo (compreso quello di accrescere il numero di coloro che non lo sopportano). Che può divertirsi a tradire le aspettative scrivendo romanzi che sono pièces teatrali ma anche il contrario. Che riesce ad affastellare o a diradare le parole nella pagina in maniera premeditata pur lasciando credere che ciò avvenga con noncuranza. Sicché l’esattezza sembra logorare chi non ce l’ha (colleghi-scrittori o semplici lettori che siano). E a ogni uscita è uno spettacolo imperdibile.

Guardi che le parole sono piccole macchine molto esatte, mi creda, se uno non le sa usare, tanto vale che non le usi, è meglio per tutti che si rassegni a restare quello che è, cioè un rozzo animale che a fatica indica col dito le cose cercando di ricordarsi qualche fonema che le significhi […]


Alessandro Baricco
Smith & Wesson
Feltrinelli, Milano 2014

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Questa voce è stata pubblicata il 20 novembre 2014 da in Alessandro Baricco con tag .

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