Squilibri

Leggo per legittima difesa. E per trovare domande

Camille Claudel 150

01_08Cette jeune fille nue, c’est ma sœur ! Ma sœur Camille. Implorante, humiliée, à genoux, cette superbe, cette orgueilleuse, c’est ainsi qu’elle est représentée. Implorante, humiliée, à genoux et nue ! Tout est fini ! C’est ça pour toujours qu’elle nous a laissé à regarder. Et savez-vous ce qui s’arrache à elle, en ce moment même, sous vos yeux, c’est son âme. C’est tout à la fois l’âme, le génie, la raison, la beauté, la vie, le nom lui-même. L’œuvre de ma sœur ce qui lui donne son intérêt unique, c’est que, toute entière, elle est l’histoire de sa vie.
(Paul Claudel)

Di lei ci restano incollati addosso gli occhi e tutta la fierezza arrogante dei vent’anni che si sprigiona dalla sua più nota fotografia ritratto. Era nata l’8 dicembre 1864 e per tutta la vita non si è arresa all’idea di doversi riconoscere solo nella sorella di Paul Claudel (cui era legata teneramente condividendo una speciale capacità d’immaginazione) o nell’amante di Auguste Rodin.

La passione per la scultura nacque per caso e precocemente, con l’argilla rossa di Villeneuve e i lunghi mesi di vacanza, nonché con la complicità delle bizzarrie naturali della Hottée du Diable. Ma se bastò allora ad accantonare l’educazione mediocre solitamente riservata alle donne, non bastò mai – neppure di fronte all’evidenza della sua grandezza d’artista – a superare gli infiniti ostacoli disseminati dal pregiudizio e da una certa morale borghese.

Di lei ci resta il coraggio di scegliere e l’ostinazione caparbia a perseguire i suoi obiettivi, con una consapevolezza che pare più “moderna” della nostra stessa modernità: sembra davvero tutto possibile in quella Parigi degli anni Ottanta brulicante di talenti, trasformata in un unico grande atelier, se la storia registra i nomi di così tante donne a sfidare le Belle Arti arroccate sui soli uomini.

Davvero tutto possibile, se di Camille Claudel i maestri non tardano a riconoscere il talento, il rigore e la determinazione. Persino che Auguste Rodin entri per caso nella sua vita. E ci resti, fino alla fine, amandola e devastandola.

Un libro bellissimo le rende giustizia, prendendo le mosse dall’esilio finale, quando la fierezza della gioventù ha ceduto il posto ad una «triste e dignitosa dolcezza» destinata a sopportare trent’anni di manicomio. Raccontando – attraverso lettere, interviste e documenti d’archivio – l’allieva, l’artista, l’amante, la fitta rete di affetti e relazioni con le compagne d’avventura, con la famiglia, con i maestri, gli estimatori, i detrattori, le “idee stravaganti” (per le quali è sua madre stessa a chiedere – a nome di tutta la famiglia – che resti internata a vita), la profondità emotiva e sensuale delle sue opere in grado di rivaleggiare con i protagonisti del suo tempo, le umiliazioni e le battaglie di una donna contro gli “idioti costumi”, le convenienze, i pregiudizi di genere. E il prezzo troppo alto pagato per tutto ciò.


Odile Ayral-Clause
Camille Claudel
Castelvecchi, Roma 2013

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5 commenti su “Camille Claudel 150

  1. lois
    9 dicembre 2014

    Ho conosciuto l’opera di Camille, qualche decennio fa, per caso in una mostra in Normandia e me ne sono innamorato senza pur conoscerne la storia. Da allora l’ho seguita e letta lungo tutto il percorso tormentato della sua vita e della sua storia. Una storia che come dici è fatta di pregiudizi e convenzioni che ne hanno terribilmente sconvolto la vita. Questo libro che ho letto qualche tempo fa è forse tra i migliori prodotti sulla sua storia ed è un bell’approccio anche al suo lavoro anche per chi non ha particolari propensioni all’arte.
    Ti lascio un link:
    https://assolocorale.wordpress.com/2014/02/01/camille/

  2. squilibri2
    9 dicembre 2014

    Grazie, bellissimo articolo, pieno di sfumature e vibrazioni. Ho comprato questo libro più o meno nello stesso periodo in cui ne hai scritto (fine gennaio) ripromettendomi di lasciarne traccia sul blog proprio in occasione di questi 150 anni; traccia volutamente sintetica, a mo’ di appunti di lettura, perché gli spunti di riflessione che offre sono innumerevoli: ce n’è abbastanza per ridisegnare ognuno dei protagonisti di questa storia, Rodin in primis, o il fratello Paul…
    Condivido il tuo giudizio e ribadisco: è un libro bellissimo, dal quale la figura di Camille Claudel emerge in tutta quella grandezza che le è stata negata a suo tempo. E senza artifici, semplicemente per il fatto di leggere le fonti di prima mano, quelle che rivelano come la storia ufficiale possa essere manipolata, taciuta e persino soffocata.
    Grazie ancora.

  3. lois
    9 dicembre 2014

    Come tutte le vite “travagliate”, spesso la sua biografia è stata sottoposta a giudizi di merito ed alterazioni che ne hanno modificato gli aspetti principali. Questo libro come dici, parte da fonti dirette poco “contaminate” che ci mostrano la vera Camille (che a mio avviso -per quanto ami moltissimo anche Rodin- valeva ben più di Rodin, visto il pathos che esce dalle sue opere e dall’assenza di fronzoli decorativi).
    Grazie a te per gli spunti che è bene sempre mettere in condivisione.

  4. ciabattinasx
    11 dicembre 2014

    Ciao, sono Anna da Re, digital PR per i libri Mondadori. Ho cercato in lungo e in largo i contatti nel tuo blog, perché mi piacerebbe collaborare con te…. ma di contatti non c’è traccia! Puoi mandarmi un tuo indirizzo email?
    grazie
    Anna da Re
    annadare@mondadori.it

  5. squilibri2
    11 dicembre 2014

    Fatto. 😀

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Questa voce è stata pubblicata il 8 dicembre 2014 da in Auguste Rodin, Camille Claudel, Odile Ayral-Clause con tag , .

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