Archivi tag: Squilibrary

Andare per le cattedrali di Puglia

valzania-cattedraliConsiderato il mare magnum di pubblicazioni sull’argomento, ho trovato interessanti alcuni aspetti di questo volumetto fresco di stampa, soprattutto per l’approccio, per l’occhio super partes “esterno” ai soliti campanilismi che tendono a esaltare incondizionatamente le cattedrali pugliesi con la stessa frenesia con cui si muove il villaggio globale e social.

Qui invece la dichiarazione d’intenti è quasi rivoluzionaria: un approssimarsi agli edifici lento pede, secondo modi e tempi di quanti percorrevano la via Francigena del Sud da Roma a Brindisi, una misura verosimilmente più vicina allo spirito di committenti, progettisti e costruttori che nel medioevo innalzarono le tre chiese considerate (cattedrali di Ruvo di Puglia e Bitonto e basilica di San Nicola a Bari) perché costituissero altrettanti punti d’arrivo al termine di una giornata di cammino, e non – come accade oggi – bocconi voracemente consumati nello spazio di un fast food di poche ore.

Continue reading Andare per le cattedrali di Puglia

Camille Claudel 150

01_08Cette jeune fille nue, c’est ma sœur ! Ma sœur Camille. Implorante, humiliée, à genoux, cette superbe, cette orgueilleuse, c’est ainsi qu’elle est représentée. Implorante, humiliée, à genoux et nue ! Tout est fini ! C’est ça pour toujours qu’elle nous a laissé à regarder. Et savez-vous ce qui s’arrache à elle, en ce moment même, sous vos yeux, c’est son âme. C’est tout à la fois l’âme, le génie, la raison, la beauté, la vie, le nom lui-même. L’œuvre de ma sœur ce qui lui donne son intérêt unique, c’est que, toute entière, elle est l’histoire de sa vie.
(Paul Claudel)

Di lei ci restano incollati addosso gli occhi e tutta la fierezza arrogante dei vent’anni che si sprigiona dalla sua più nota fotografia ritratto. Era nata l’8 dicembre 1864 e per tutta la vita non si è arresa all’idea di doversi riconoscere solo nella sorella di Paul Claudel (cui era legata teneramente condividendo una speciale capacità d’immaginazione) o nell’amante di Auguste Rodin.

Continue reading Camille Claudel 150

Olio su tela

62636_AD070102Io, Eude…

Davvero inaspettato il mio incontro con Gina Picart, scrittrice appartata e poco convenzionale all’interno del canone letterario cubano, e il suo primo libro tradotto in Italia, ovvero cinque racconti e una galleria di immagini potenti, sorta di affreschi visionari – a metà tra la dimensione onirica e quella carnale – tenuti insieme dal filo rosso della pittura e del disegno. Una tavolozza in cui tutti i colori si mescolano alla luce di una bellezza sublime e al tempo stesso violenta e crudele.

Continue reading Olio su tela

I volatili del Beato Angelico

beato-angelico-annunciazioneLasci che le dica una cosa. Non creda troppo a ciò che affermano gli scrittori: essi mentono quasi sempre. […] Ciò che lo scrittore esibisce di se stesso non sono le sue segrete grazie, ma i fantasmi che lo assediano, la parte più brutta di se stesso: le sue nostalgie, le sue colpe e i suoi rancori. Forse noi scrittori abbiamo semplicemente paura.

Il Beato Angelico di Tabucchi che apre questa breve raccolta di racconti è semplicemente un tenerissimo fra’ Giovanni da Fiesole – sorpreso da certe «rassomiglianze che fanno sorridere» – alle prese con gli angeli di alcuni suoi noti dipinti, prelevati di peso dall’allucinazione e dal sogno.

Continue reading I volatili del Beato Angelico

Mi riconosci

mi riconosciMi riconosci è la storia di un’amicizia speciale, tra dolore per la perdita e volontà di rendere omaggio all’amico-scrittore-maestro scomparso esattamente un anno fa. Inizialmente sono rimasta perplessa: non ero sicura che mi piacesse quella coincidenza di voci, tale che a tratti pareva che la scrittura di Bajani e il suo modo di posare lo sguardo sulle cose avessero l’ambizione di riecheggiare così tanto Tabucchi, le sue atmosfere sospese e il suo modo di abitare la saudade.

Poi ho capito. Leggendo le righe che lo stesso Tabucchi dedica a Bajani nella sezione “Scrittori d’oggi” della sua ultima fatica, vera e propria summa delle storie e delle geografie tabucchiane e di una vita all’ombra del tempo che (si) consuma. Dove si dice di quella tipologia di scrittori che raccontano “dall’interno” e di personaggi di finzione – vicari di chi scrive – che si assumono «il compito di portare dentro di sé le emozioni, i sentimenti e le memorie altrui». Fino all’ultima pagina, quella del ritorno: «se alla “verità” della realtà o alla commedia della vita non lo sappiamo».

Continue reading Mi riconosci

La migliore offerta

tornatore

[…] I sentimenti umani, come le opere d’arte, si possono simulare […]

Vedere l’ultimo film di Tornatore dopo avere letto il libro non toglie nulla al piacere della visione, anche se il lettore conosce già gli esiti della vicenda. Sarà perché le pagine sono sufficientemente potenti da evocare perfettamente le immagini. Sarà perché il “soggettone”, ovvero una delle tappe all’interno della lavorazione del film, nasceva dalla necessità di fissare la trama ma era anche il punto di arrivo di una storia incubata a lungo, come lo stesso regista racconta. Dunque non si tratta di valutare il libro in sé, quanto il suo ruolo all’interno della genesi della storia e gli spunti di riflessione che esso offre (a prescindere dal film, molto bello e molto ben interpretato).

Continue reading La migliore offerta

Tutto passa

caffe_tempoTutto galleggia, il corpo, la memoria.

Louise è un nome ricorrente tra i personaggi. Anche certi luoghi e certe atmosfere ritornano. Nell’idea dell’autore ciò è tutt’altro che casuale, e sottintende il legame sottile tra storie che altrimenti appaiono assolutamente indipendenti. Dietro il titolo di Tutto passa ci sono infatti nove racconti di atmosfere sospese e ingannevoli, nove spartiti di variazioni sul tema, nove storie di tempo, domande e percorsi di vita paralleli, nove indagini sui ricordi, le tracce, i frammenti che, a dispetto del tempo che scorre, abitano e ingombrano le nostre vite.

Continue reading Tutto passa

Matto d’autore

scacchiOgni scelta implica, di per sé, l’abbandono di tutte le alternative. Se non fossimo costretti a scegliere, saremmo immortali.
(P. Maurensig, La variante di Lüneburg)

A Maurensig, alla sua passione per gli scacchi e al suo profondo debito con Zweig, l’onore di varare Short, collana dell’editore Barbera dedicata a storie brevi e d’autore. A vent’anni dalla fortunata consacrazione, la vita tracciata sulla scacchiera di personaggi capaci di «giocare all’inferno» ritorna con un racconto ambientato a fine Ottocento in un angolo riposto d’Alto Adige, protagonisti un giovane parroco in lotta contro le tentazioni e un vecchio ebreo sfuggente e impenetrabile. Quest’ultimo – manco a dirlo – praticamente imbattibile negli scacchi e decisamente maestro di regole e tattica.

Continue reading Matto d’autore

Dentro

bonvissuto_dentroSempre più spesso di fronte ad un’opera prima mi capita di leggere: un esordio folgorante. A farci caso è l’aggettivo più ricorrente, che non lascia spazio a cautele o mezze misure. Probabilmente sbagliando (ma di mancate folgorazioni è lastricata la giornata di ogni lettore volenteroso e testardo, almeno da quando la via di Damasco si è fatta pericolosa), scattano dentro di me tutti i possibili meccanismi di difesa: diffidenza, sospetto e automaticamente necessità di andare oltre il sentito dire (la critica più o meno autorevole, i megafoni dei gruppi editoriali, gli amici degli amici del fortunato esordiente o più semplicemente le affollate comunità di lettori del web). Nonostante i vent’anni abbondanti di lavoro sul campo, l’universo dell’editoria mi riserva ancora molti lati oscuri – o forse no.

Continue reading Dentro